Identificò nel sovvertimento del concetto di soggettività, emerso secondo Lacan con Cartesio, la vera novità rivoluzionaria freudiana. Da tale postulato derivano le tre tesi, paradossali, del pensiero lacaniano: 1) l'inconscio, centro della vita pulsionale del soggetto e condizionato dal linguaggio, coincide con la totalità del soggetto medesimo; 2) l'Io - elemento fondamentale della dinamica del "farsi del soggetto" e differenziantesi dal "Moi" (oggetto necessario ed alienato) - svolge la funzione narcisistica e quindi difensiva, è soltanto il soggetto immaginario, l'"assoggettato" privo di una vera autonomia; 3) la cura non cerca la Guarigione ma la Verità. Nella polemica contro la "prassificazione americana della psicoanalisi", Lacan collegò la teorizzazione della metapsicologia di Freud ad un approccio simbolico che costituì, per il pensatore francese, la struttura portante di tutto il suo pensiero e della sua rielaborazione personalissima della "cosa freudiana". Secondo Lacan sul piano simbolico, dove s'inscrive la dinamica della coazione a ripetere, della memoria e del passaggio al linguaggio, avrebbe luogo una costante dialettica tra bisogno e desiderio che, ripetendo allucinatoriamente l'esperienza passata, ritrova l'oggetto perduto sul piano fantasmatico e ricerca una realizzazione. La dinamica del desiderio è guidata dalla "logica della mancanza" che si manifesta sia in modo negativo sul registro del "reale" (come compromesso nel sintomo) sia in modo positivo sul "registro" immaginario (per esempio nel sogno). Lacan colse dietro il "registro" dell'immaginario il sottostante "registro" del simbolico, dominato dal linguaggio e nel quale si svolge la dialettica fondamentale della "domanda", ossia della richiesta rivolta all'Altro. Mentre il bisogno necessita di un oggetto della natura, la domanda è sempre rivolta all'Altro da noi che riconferma noi, l'Altro è il Soggetto. La domanda, dunque, esige il riconoscimento dell'Altro e il desiderio, dominato dalla logica della mancanza, nasce dallo scarto tra bisogno e domanda. La scoperta del registro simbolico dimostra per Lacan che la dinamica pulsionale dell'inconscio segue leggi di tipo strutturale (vedi strutturalismo) simili a quelle poste in evidenza da F. de Saussure per la linguistica e da C. Lévi-Strauss per l'antropologia. Il primato simbolico permette così "l'adeguamento al vero spirito del freudismo" e consente di impostare con rigore matematico, lo studio della "logica del desiderio diveniente linguaggio": in tal modo la "logica della mancanza" o della "incompletezza" si trasforma nella "logica delle catene simboliche" che si incrociano nella sovradeterminazione freudiana e fanno sì che tra il bisogno biologico e la domanda si trovi la connessione tra il biologico ed il linguistico cercata da Freud. Ed egli sostiene che, solo se saprà studiare a fondo il simbolo, sulla scia della linguistica, la psicoanalisi potrà assurgere a vera scienza, anzi alla scienza per eccellenza. A questo proposito, egli così si esprime: "La forma di matematizzazione in cui s'inscrive la scoperta del fonema come funzione delle coppie di opposizione formate dai più piccoli elementi discriminativi afferrabili dalla semantica, ci conduce ai fondamenti stessi nei quali l'ultima dottrina di Freud indica, in una connotazione vocalica della presenza e dell'assenza le fonti soggettive della funzione simbolica". |
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