PENSIERO
Lévi-Strauss è senz'altro lo studioso che per primo ha applicato l'indagine strutturale (vedi strutturalismo) all'antropologia, e più in particolare alle discipline storico-sociali.
Lévi-strauss incomincia a elaborare il proprio metodo a partire dalla sua opera Le strutture elementari della parentela.
In essa egli afferma che il nucleo che organizza i sistemi di parentela è la regola su cui si basano i vincoli matrimoniali nelle diverse culture e società.
Per spiegare questo fatto, Lévi-strauss ricorre al metodo strutturale, tratto dalla linguistica e già sperimentato nel campo della fonologia.
In polemica con l'impostazione storico-evolutiva, Lévi-Strauss assegna all'antropologia il compito principale di definire le caratteristiche dei vari sitemi culturali, riconducendoli a un insieme ristretto di principi di strutturazione.
Una simile impostazione capovolge radicalmente la prospettiva tradizionale. Così, l'evoluzione sociale non viene spiegata chiamando in causa la volontà degli uomini e le loro intenzioni, bensì mediante la logica e la capacità di evoluzione insita nel sistema, che rappresenteno proprietà oggettive delle strutture, non dipmdono dagli individui e rimangono loro fondamentalmente inconsapevoli.
Nella pratica dello strutturalismo, così come l'intende Lévi-Strauss, possono essere isolati due principi fondamentali:
1. Una struttura che fa parte del reale, ma non delle relazioni visibili. Ogni realtà etnica è quindi formata da strutture che bisogna ben distinguere dalle singole relazioni sociali osservabili empiricamente; tali strutture elementari costituiscono un livello reale ma non percepibile direttamente.
2. Lo studio scientifico delle realtà etniche deve essere diretto alla determinazione di queste strutture e al loro funzionamento:
è lo studio sincronico di esse che rende conto dello sviluppo storico della società e non l'esame diacronico del loro sviluppo a offrire una spiegazione delle strutture presenti nelle realtà etniche.
Storia ed etnologia
In quest'opera, Lévi-Strauss osserva che è necessario integrare lo studio su civiltà diverse dalla nostra con un approccio completamente diverso, come quello consentito dall'etnologia.
Secondo Lévi-Strauss, la differenza fondamentale tra storia ed etnologia non è né di oggetto, né di scopo, né di metodo Esse hanno infatti lo stesso oggetto (la vita sociale), lo stesso scopo (una migliore comprensione dell'uomo) e un metodo in cui varia soltanto il dosaggio dei procedimenti di ricerca.
Storia ed etnologia si distinguono soprattutto per la scelta delle prospettive complementari: la storia organizza i suoi dati in base alle espressioni coscienti, mentre l'etnologia lo fa in base alle condizioni inconscie delle vita sociale.
Lévi-Strauss osserva che nella maggior parte dei popoli primitivi è molto difficile ottenere una giustificazione morale, o una giustificazione razionale di un'usanza o un'istituzione: anche quando si hanno delle risposte, esse hanno sempre il carattere di razionalizzazione.
Le ragioni inconscie per cui si pratica un'usanza o si condivide una credenza, sono in genere assai lontane da quelle con cui il soggetto cerca di giustificarle.
Secondo Lévi-Struss, gli studi etnologici e linguistici dimostrano che l'attività inconscia dell'uomo consiste nell'imporre forma a un contenuto, e queste forme sono fondamentalmente le stesse per tutti gli individui.
Quindi è sufficiente scoprire la struttura inconscia su cui poggoa ogni istituzione, ogni usanza, per ottenere un principio di interpretazione valido per altre istituzioni e usanze.
Com'è possibile giungere a questa struttura inconscia?
Secondo Lévi-Struss, proprio qui si incontrano il metodo etnologico e il metodo storico.
Soltanto la storia, mostrando le istituzioni che si trasformano, riesce a mettere in evidenza la struttra che sta alla loro base.
L'etnologia, da parte sua, tende a concentrarsi soprattutto su ciò che non deriva dalla riflessione cosciente. Il suo scopo è di raggiungere, al di là dell'immagine cosciente e sempre diversa che gli uomini si formano del loro divenire, una gamma delle possibilità inconscie.
Lévi-Strauss giunge così alla conclusione che storia ed etnologia si richiamano necessariamente e si integrano nei loro risultati. Solo l'applicazione congiunta di queste due discipline permette di portare avanti la moderna indagine sull'uomo.
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OPERE
-- La vita familiare e sociale dei Nambikwara [1948]
-- Le strutture elementari della parentela [1949]
-- Tristi tropici [1955], Il Saggiatore, Milano, 1960
-- Antropologia strutturale [1958], Il Saggiatore, Milano, 1965
-- Il pensiero selvaggio [1962], Il Saggiatore, Milano, 1964
-- Il crudo e il cotto, Il Saggiatore, Milano, 1966
-- Razza e storia e altri saggi di antropologia [1952], Torino, 1967
-- Dal miele alle ceneri, Il Saggiatore, Milano, 1970
-- Le origini delle buone maniere a tavola, Il Saggiatore, Milano, 1971
-- L'uomo nudo [1971], Il Saggiatore, Milano, 1974
-- Mito e significato [1978], Il Saggiatore, Milano, 1980
Testo di cinque conferenze trasmesse dalla rete radiofonica canadese CBC: mito e scienza, pensiero "primitivo e mente civilizzata, mito e storia, il mito e la musica.
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Enrico Combe, Introduzione a Lévi-Strauss, Laterza, Roma-Bari, 2000
Sandro Nannini, Il pensiero simbolico. Saggio su Lévi-Strauss, Il Mulino, Bologna, 1981
Howard Gardner, Riscoperta del pensiero e movimento strutturalista. Piaget e Lévi-Strauss, Armando, Roma, 1974
A. Schmidt, La negazione della storia. Strutturalismo e marxismo in Althusser e Lévy-Strauss, Lampugnani-Nigti, Milano, 1972
Francesco Remotti, Lévi-Strauss. Struttura e storia, Einaudi, Torino, 1971
(In appendice una esauriente bibliografia su Lévy-Strauss fino al 1970).
Sergio Moravia, La ragione nascosta. Scienza e filosofia in C. Lévi-Strauss, Firenze, 1969
Alan Barnard, Storia del pensiero antropologico, Il Mulino, Bologna, 2002
Per una collocazione di Levi-Strauss all'interno delle problematiche atno-antropologiche.
Ugo Fabietti, Storia dell'antropologia, Zanichelli, Bologna, 1991
Per un corretto inquadramento del pensiero di Levi-Strauss all'interno delle problematiche dell'antropologia
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