La filosofia di Origène si ricollega a quella neoplatonica e ad alcuni aspetti del pensiero gnostico. La Bibbia, ispirata da Dio, partecipa della sua infinità ed è quindi ricca di infiniti significati allegorici. Dio è bene assoluto, superiore all'essere ed alle idee. Egli crea il mondo al di fuori del tempo, ma essendo puro spirito a Lui si deve la creazione esclusivamente di esseri spirituali. Tali esseri, dotati di libero arbitrio, hanno la possibilità di peccare e quindi di decadere, dando così origine alla molteplicità della materia. L'influsso plotiniano è particolarmente evidente nella concezione che Origène ha della trinità, da lui interpretata in senso discendente: il Figlio, o Logòs, è eterno solo per volontà del padre, ed è all'origine della razionalità della vita. Per ciò che riguarda il male, questo è dovuto alla caduta e comporta necessariamente la propria punizione, essendo pertanto fattore di emendamento: ogni spirito, anche quello del diavolo, avrà perciò la sua redenzione, tutta la materia scomparirà e tutte le anime goderanno della beatitudine eterna. |
