|
Se immaginiamo una macchina costruita in modo che pensi, senta, percepisca, si potrà concepire che venga ingrandita osservando le medesime proporzioni, in modo che vi si possa entrare come in un mulino.
Ciò fatto, nel visitarla internamente non si troverà altro che pezzi, i quali si spingono scambievolmente e mai alcuna cosa che possa spiegare una percezione.
[da Leibniz, Monadologia e Discorso di metafisica, Laterza, Roma-Bari, 1986, pagg. 36-37]
|