La riflessione di Ned Block ha come punto di partenza l'inadeguatezza delle teorie funzionalistiche sulla coscienza, incapaci secondo il filosofo americano di render adeguatamente conto degli stati e dei contenuti della soggettività. Block è del parere che la coscienza sia un fenomeno di grande rilevanza, ma la cui presenza è rilevabile soltanto dallo specifico individuo che ne fa esperienza diretta. Non è pertanto possibile accertarsi dell'esistenza della coscienza dall'esterno, mediante i metodi oggettivi della scienza. Posto tale limite epistemico, che non dipende dall'adeguatezza degli strumenti scientifici disponibili, neppure le neuroscienze possono aspirare, secondo Block, a una conoscenza approfondita del fenomeno coscienza, poiché in base all'osservazione esterna, non possiamo mai raggiungere la certezza che l'individuazione di determinati correlati neurali sia una prova indubitabile dell'esistenza di un'esperienza cosciente. |







