Nella sua opera più importante, Spazio, tempo e divinità, Alexander espone la sua teoria dell'"evoluzione emergente", che, per molti aspetti si richiama si richiama alla concezione di Bergson. Alla base dell'evoluzione emergente Alexander pone l'unità spazio-temporale, nella quale il tempo rappresenta il principio interno di organizzazione e di sviuluppo nello spazio. Il dinamismo di questa unità spazio-temporale è regolato da "categorie", di cui Alexander compila una tavola completa. L'evoluzione si attua attraverso l'emersione di stadi sempre nuovi e originali, irriducibili ai precedenti: la vita emerge dai processi fisico-chimici, mentre la mente e la coscienza emergono dalla vita stessa. Ma la mente e la coscienza non rappresentano l'ultimo stadio dell'evoluzione emrgente. Questa tende infatti verso uno stadio più elevato, quello della "divinità", la quale sta alla totalità del mondo come il tempo sta allo spazio e la mente al corpo. |
-- Arte e bellezza. Scritti di estetica, Klipper, Cosenza, 2005