EDI CALISI
Autodidatta, oltre che scrivere poesie, si occupa di ceramica, alla quale dedica buona parte del suo tempo libero.
Le poesie - come ella stessa spiega - si affacciano alla mente, sotto forma di pensieri sparsi, solitamente mentre è intenta a modellare la creta seguendo l'ispirazione del momento. Si tratta del tentativo di tradurre in parole l'insieme di sensazioni ed emozioni, a volte evanescenti, altre volte contrastanti, evocate dall'atto stesso della creazione artistica.
L'isola
Sono sola su quest'isola,
non trovo il mio principio,
non vedo la mia fine,
non cerco l'equilibrio
quando l'isola vacilla.
Non pongo limiti
a questa sete d'amore
e di vita
che come il mare mi sommerge.
Pensiero d'autunno
Nel pigro vento della sera,
piccole e grandi foglie s'adagiano
senza rumore.
E muoiono senza lasciare ricordo,
senza turbare appena
questa smisurata quiete
che mi circonda.
Il confine
Forse questa piccola Terra
è un duro confine
per i miei strani pensieri.
Forse i miei occhi guardano
troppo lontano.
Vorrei dire no
all'incerto soffio del vento,
che spietato m'avvolge,
mi conduce lontano.

Ma tu no,
non dovrai udire il mio pianto,
né dovrai avere pietà
per il mio spirito inquieto
che senza pace si aggira
negli oscuri silenzi.
Voglio vivere ancora
E' bello ascoltare la notte,
nell'attesa che nasca il giorno.
Bello è sentire
respiri nel buio
e foglie tremare
al passaggio del vento.
Voci, voci, ancora voci:
ora estranee, ora amiche,
che come pensieri,
mi sfiorate passando.
Un istante, tacete,
fermate il tempo!
Voglio vivere ancora.


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