FRANCESCO MAZZUOLI
E' nato, vive e lavora a Roma. Nel 1999 ha pubblicato per Comix "L'impuro colpisce ancora".


Indice dei lavori
Pioggia Il diario di Frank Mallet
Pioggia...

...Si potesse almeno vedere qualcosa... si fosse mai potuto vedere qualcosa in modo chiaro. Invece, nemmeno retrospettivamente.
Mi chiedo che cosa potrebbe salvarmi... che cosa può farmi cambiare idea sulla realtà?
Perché le cose sono andate così?

Il tergicristallo funziona male, sarà meglio fermarsi alla stazione di servizio... ah bene, tra 20 chilometri... Non sono pochi comunque...
Ma sono poi andate così? O sono solo io che le vedo così? Che cosa è poi reale? Non è forse tutta una illusione... siamo come una goccia di pioggia... che cade via sotto il diluvio...
Dio come viene giù... Forse ha ragione chi dice che ho sbagliato... eppure c'è qualcosa, c'è un momento di svolta, un punto critico, oltrepassato il quale la propria strada diventa inesorabilmente segnata.

Forse... accidenti ai fari, di notte.
...Sono stanco...

Quando è stato quel punto?... secondo me alla fine della scuola.
E' lì che mi sono inesorabilmente perduto. A volte penso che se lei mi avesse amato tante cose sarebbero state diverse.
Abbiamo in mano due carte e quella giusta la lasciai quel giorno a casa sua.
Come sono drammatico...
Eppure sento che è così.

Successivamente ho sbagliato tutto. Ma è come una forza che ti trascina. E' un destino che ti tira giù. E non c'è bisogno di droga per distruggersi, basta un destino negativo. Un destino ordinario, che non si desidera.
L'orrore si nasconde nella normalità, sotto le pieghe delle lenzuola, tra i gesti di tutti i giorni.
L'orrore non è nulla di eclatante ma è qualcosa di inevitabile, che si accumula giorno per giorno.
E' come un peso che ti fa sbandare, che ti sfida a sopportarlo pur sapendo che perderai di sicuro.
Ho visto gli altri arrivare, dei perduti non c'è notizia.
...dove si svoltava?... non si vedono i cartelli...

La coscienza e la sensibilità sono una fregatura. Sono loro che ti impediscono di vivere. Ma si può fare diversamente, si può fare finta di non avere una coscienza? Di non sentire?
Non sentire. Se senti sei spacciato.
Superficiali, bisogna essere. Grandi grossi e figli di puttana.

Andrò verso nord. Sento che in questo momento è quello che ci vuole. Prima, però, mi fermerò ad un motel e dormirò.
Non posso mica guidare con questa pioggia.

...Forse si poteva fare qualcosa, ma in ogni momento sentivo che era tardi...
Anche adesso è tardi... è molto tardi e io ho molto sonno...
Mi fermerò a una stazione di servizio e dormirò. Poi domani...

...Certo che non si vede nulla... non si è mai visto nulla.
Ma se la strada è segnata, mi chiedo, a che serve vedere?

...ah, ecco la stazione di servizio...


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