VALENTINA MANSUTTI

Nota biografica in allestimento


BASTA!

Ma che ne volete sapere, voi, proprio voi che ai vostri tempi ne avete fatte di tutti i colori... ' 68, yippy, ragazzi dei fiori... e oggi scassate per ogni briciola fuori posto?! ...Che ne volete sapere voi di come mi sento, della mia vita, di chi mi circonda, del mondo in cui vivo e di come io stesso lo stia vivendo... Basta, basta. Ciao a tutti, tolgo il disturbo. Andate pure afffaunc*** TUTTI QUANTI.
Cosi sono uscito di casa, sbattendomi una serie di porte alle spalle. Ricordo ancora quel mix di sentimenti che mi si riversavano dentro. Era un sabato sera ed io, proprio quel sabato sera di primavera, avevo deciso di cambiare, di scappare da una vita che cercava di darmi troppo, più di quanto io stesso chiedessi o volessi, una vita carente nel sostanziale. "Per la miseria state ai vostri posti, chi lo vuole il vostro aiuto, neanche fossi un handicappato, se ci siete riusciti voi a costruirvi vita, casa, famiglia state tranquilli che ci riuscirò benissimo anch' io (... e, pure meglio: magari i miei figli non passeranno da una babysitter all' altra, magari riuscirò ad evitare di sfasciare più di un matrimonio)".
Puzzavo di Truth Calvin Klein Men, mi ero infilato la classica camicetta di Ralf, i jeans della Gas, le mitiche Puma e per finire: 100 carte nel taccuino ed in tasca l'ultimo modello sfornato dalla Nokia (avevo fatto una pazzia per averlo!!!); insomma, ero pronto per iniziare alla grande un' altra serata, magari all' insegna delle nuove esperienze, magari da condividere con qualche nuova raga. ..
Salgo in macchina a una rossa fiammante: peugeot 306 coupé-cabriolet che muta in meno di 30 secondi; scaldo il motore, "ca**o, questa car mi è piaciuta fin dall'inizio, romba che è un piacere e in un attimo ti spara sui 180/h. Le ragazze ne vanno matte... ", cerco un cd, ho bisogno di togliermi di dosso ogni rottura e, in questi casi, solo la miusic può rischiararmi le idee... il cd di Vasco, l’ultimo, quello che mi ha masterizzato la grande Chia: "type two: GENERALE DIETRO LA COLLINA CI STA LA NOTTE BUIA ED ASSASSINA" sto urlando che è un piacere, ma Kisssenefrega. Si vive una volta sola e come diceva Socrate: qualcuno neanche quella...
Passo a prendere Frenky, Joe, Max, Gabry e... la piccola T che sta alla grande dietro, in braccio a Frenky... don't worry... in sei non si sta stretti! "GENERALE DIETRO LA STAZIONE LO VEDI IL TRENO CHE PORTAVA AL SOLE NON FA PIù FERMATE NEANCHE PER PISCIARE SI VA DRITTI A CASA SENZA Più PENSARE... Pcsch casa... - "Ho parlato con il tuo professore di matematica, ha detto che hai preso solo sei... puoi fare di più ma perché non ti impegni... io alla tua età... - "Cristo santo papà lo so che per te conto meno di un idiota... - "Matteo è da un po' che non fai niente, devi studiare, possibile che hai solo stupidaggini per la testa, solo musica e ragazze... quand'è che ti decidi a crescere?! - Ma guarda se lei trova sempre il modo di rompere, anche quando non c'è. - Matteo mi puoi accompagnare dalla zia Gina e da due settimane che te lo chiedo... - Sì nonna, sì..." - "Matty posso prendere il tuo pennarello fosforescente, devo fare un disegnetto per la maestra" ...naturalmente non poteva mancare la poppante di casa nonché mia sorella, dai ragazzi, assieme: "GENERALE QUESTE 5 STELLE QUESTE 5 LACRIME SULLA MIA PELLE CHE SENSO HANNO DENTRO AL RUMORE DI QUESTO TRENO... "voi non ci crederete ma l' eco di quelle voci mi hanno accompagnato per tutta la serata, quella sera prima di piombare per l'1.30 in discoteca abbiamo girato circa due bar e tre disco-pub, anche Gabry quella sera sembrava preso male (più del solito) aveva con se la roba che quella sera per la prima volta anch' io ho deciso di provare, giuro era la prima volta... ma avevo bisogno di uno spin che mi facesse girare in modo diverso, e farlo, sembrava liberarmi dalla coscienza che mi procurava solo limiti, rimorsi, sensi di colpa, farlo mi faceva godere la mia età. Troppe volte il mio corpo aveva condiviso due spiriti opposti che si fronteggiavano e si susseguivano ad intermittenza, troppe volte per educazione e morale avevo abbandonato e represso ciò che sentivo necessario, era un'oltranza, una lacerazione abrasiva dei sentimenti che mi aveva portato all'insoddisfazione prima e all'indifferenza poi, la stessa indifferenza che quella sera mi ha fatto abusare di me stesso e degli altri. Quando siamo usciti dalla disco erano circa le 3.30, la piccola T è salita sulla vespa di Jimmy, uno svitato di 4 liceo, meglio cosi... Frenky e Joe se ne erano andati ore prima, non chiedetemi dove... Gabry era rimasto dentro, Max ed io ci siamo caricati in macchina due tipe e siamo partiti sfrecciando sulla tangenziale. Era ancora buio pesto e sopra di noi cerano delle nubi gonfie e scure che di lì a poco ci avrebbero scaricato addosso acqua a catinelle ma che importava, se non le facevamo adesso quelle pazzie e poi perché?
perché sarebbe dovuto accadere qualcosa proprio a noi?
... invece... una bottiglia-scorta di vodka passava di mano in mano e, non erano passati cinque minuti che, come da previsione, inizia a piovere a dirotto, io ero al volante e non vedevo granché bene, anche perché un tipo - a scuola - mi aveva rotto un tergicristallo, per di più il solito cd, quello di Vasco, accompagnato dal coro delle nostre voci, copriva ogni suono esterno, ma un suono, un fracasso, quello si, l' abbiamo sentito bene, molto bene ma anche troppo tardi.
- Oh merda, che cosa ho fatto... ho disfatto la macchina... ragazzi, la macchina... che ca**o dico ai miei adesso... ehi ragazzi... ragazzi... - nessuno rispondeva, nessuno in quel momento poteva rispondere, ma io lo capii solo più tardi... quando vidi chiaramente cosa fosse successo-
Quella sera il terreno era bagnato e le ruote slittavano ad alta velocità sul terreno, io persi il controllo dell' auto e senza accorgermi fui in pochi secondi nella corsia inversa dove la mia povera peugeot venne accartocciata da una jeep, feci il tentativo di frenare non sapendo, però, di aggravare la situazione, la macchina con un testacoda fini la sua corsa su un palo della luce e con lei, anche noi.
Era finita troppo in fretta quella mitica serata di primavera.
La ragazza seduta al mio fianco è morta sul colpo, molti dicono che con le cinture allacciate probabilmente si sarebbe salvata; l' altra, che stava nel sedile posteriore, si e catapultata fuori dal veicolo e adesso "vive" su una sedia a rotelle, due ore al giorno fa riabilitazione per riacquistare l'uso della parola; Max ha passato dei lunghi mesi in coma, poi ne è uscito ma gli aspettava la parte pili dura: durante la collisione, pezzi del cristallo posteriore dell' auto gli si sono conficcati nell'arteria femorale. Il taglio era talmente profondo che hanno dovuto amputargli la gamba destra... non avrebbe più potuto giocare a calcio, la sua passione... dopo l' incidente sentiva la continua necessità di urinare, era diventato incontinente... ed anche questo, proprio non poteva sopportarlo, cosi il primo di novembre si tolse la vita... proprio quel giorno, poco dopo essermi stato a trovare, cercava di sdrammatizzare ma io, il Max, lo conoscevo, sapevo che non stava bene! Ed io? io sono qui... uno spirito libero che si è imprigionato con le sue stesse mani; volevo volare ma le ali, io, me le ero costruite nel modo sbagliato... adesso vago inquieto sul mondo; vago con i miei rimorsi, vago solo fra tanti.
Se avessi seguito quelle lezioni di guida sicura, forse avrei saputo come agire, cosa fare in quel maledetto istante; ma, le lezioni erano facoltative eh... per la miseria, dovrebbero essere obbligatorie!!!
Ho sempre sottovalutato i consigli che mi venivano dati, volevo fare di testa mia, ritenevo di essere nel giusto... Nei miei genitori trovavo solo difetti, i valori che mi avevano trasmesso erano solo grattacapi, assiomi che andavano sfatati, rimossi!!!
Non fate come me, ascoltate chi è passato prima di voi! E la sua esperienza che parla, con la voce (talvolta rotta) del ricordo di chi, proprio attraverso il proprio errore ha lasciato testimonianza!
Se avessi seguito mio padre quando mi diceva: "Matteo, fai attenzione, e ora di riportare la macchina dal meccanico per la revisione e il cambio delle ruote" io, invece, quei soldi per il meccanico li spesi in una sola sera di festa con gli amici e continuai a viaggiare con le gomme sempre più lisce e di conseguenza con sempre meno aderenza al terreno...
Se avessi ascoltato mia nonna quando mi diceva di andare più piano, "Perché la vita e già breve di per sé e noi siamo chiamati a viverla e non ad accorciarla"... Se solo avessi capito l'importanza di viaggiare sicuro... se solo avessi ascoltato!. Ora lo faccio, si lo faccio qui, in questo posto dove sto, dove di tutti conosco la storia. Mi fermo di tomba in tomba e - voi non ci crederete ma... - vi trovo molti ragazzi, ragazze (e non solo) che come me, non hanno ascoltato, non hanno capito il bene prezioso del tempo e della vita... che come me non possono più dimostrare di essere migliori, di creare un mondo più giusto e sicuro, un mondo di amore, di pace, di felicità...
TANTI.
TROPPI che come me hanno iniziato ad apprezzare troppo tardi, quando sogni, desideri, progetti ed ambizioni non si possono più realizzare.

[Per gentile concessione del Liceo "Copernico" - Udine]


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