CLAUDIO GALLICCHIO

Nato a Castellaneta (TA) il 26 maggio 1982, iscritto al quarto anno del corso di Informatica a Bari. Ha tra le sue passioni la matematica, l'informatica, il karate e la poesia.
I suoi poeti preferiti sono Pablo Neruda e Giacomo Leopardi.
Ha partecipato ad alcuni concorsi di poesia, ed e' presente nelle seguenti antologie:
- Le cento poesie più belle del web 2000
- Citta di Melegnano 2000
- Il giro d'Italia delle poesie in vetrina 2001
- Caro amico ti scrivo (antologia del IX Premio Montagne d'Argento).

Claudio Gallicchio puo' essere contattato all'indirizzo e-mail:
claudiogallicchio@yahoo.com

Vieni con me
Giungeremo insieme
nella citta' preziosa e femminile,
ignari passanti vedranno i nostri baci.
Amore, vieni con me.

Bianche nubi agitando i candidi mantelli
saluteranno il nostro viaggio,
inseriro' fra le colonne e sotto l'arco
una moneta incandescente di tramonto.
Amore, vieni con me.

Gli odori stranieri ci inebrieranno,
suoneranno per noi i tanghi degli innamorati.
Scenderemo, a stupire i nostri sensi,
e saliremo, saliremo a mirare tutte le strade
e tutti i venti ci accarezzeranno.
Amore, vieni con me.

Le acque disegnate scorreranno
innanzi ai nostri occhi,
e noi saremo appresso a loro
due onde disegnate in mezzo all'onde.
E l'arte e la poesia ci coglieranno all'improvviso
e noi saremo desti
mentre intorno continuera' a girare il sogno.
E saremo come il vino e il calice, amore,
se tu verrai con me.
Sorridimi
Dove ti troverò adesso?
'ché non capisco e non ho visto:
il mio cuore ha sanguinato cieco,
tu dove sei?
Sorridimi, io sono un fanciullo
che cerca di mascherarsi il viso
tradendo il pianto e i discorsi amari.
Fuorchè d'improvviso svegliarsi
dove la strada fa un giro e curva
e luminose fiaccole erranti
ricordano al mio cuore
le lacrime, gli sguardi gravi
e le litanie estenuanti
rivolte a fiori e umide lanterne
e foto consumate che non sapranno.

Esule
Senso non c'è
in ogni cosa che faccio,
e lascio al caso
i miei pensieri.
Che pe'l sapere
ho abbandonato tutto,
e senza luce
soffio al fuoco
della conoscenza.
E quindi un esule
io sono,
che soffoca e dà vita
agli spiriti che danzano
nella sua testa.
E tale resterò,
fin quando
non s'alzerà un'altra volta
il sole, e nuova luce
cesserà il mio morire.


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