L'angolo dell'arte
FILIPPO MISSORI
Nato a Roma nel 1931. Abbandona gli studi di architettura per dedicarsi totalmente al disegno, alla pittura, alla scultura e alla poesia.
Innamorato dell'immagine, ogni pretesto è buono per dedicarsi al disegno pignolo e meticoloso.
Ne 1987, giocando con un diamante e col travertino, inventa l'incisione a puntasecca sul travertino, che Missori definisce il più bello e versatile materiale del mondo.
Chiamato a illustrare, con le sue opere lapidee, il "Convegno Internazionale sulla Tutela e la Conservazione degli Acquedotti Romani", svoltosi nella sede dell'ACEA, a Roma, espone in seguito disegni e incisioni su travertino in una mostra personale su invito del Museo della Civiltà Romana, a Roma.
Innamorato di Roma e dei suoi formidabili aspetti monumentali, opera preferibilmente dal vero poiché, per lui, il vero suscita reazioni emozionali insostituibili.

Filippo Missori scrive anche poesie




ROMA

Con la grande fortuna d'esser nato a Roma, ove basta osservare per essere costretti a disegnare, riconosco di essere un privilegiato.
In un'altra città, le cose belle, gli scorci, a volte, bisogna cercarli. A Roma è diverso: io sono dentro il bello; sono a Roma e non posso non accorgermi delle innumerevoli cose incredibilmente superlative che mi circondano.
La bellezza qui è ostentata, opulenta, aggressiva, barocca, mistica, umile e sfacciata, dolcissima e misteriosa.
Percorrendo il Lungotevere, arrivo nei pressi dell'Isola Tiberina; l'antica nave romana punta la prua a ponte rotto; guardo a destra il Tempio di Vesta, quello della fortuna virile, Santa Maria in Cosmedin, a lato, il massiccio Arco di Giano Bifronte, San Giorgio al Velabro, il Circo Massimo, il Colle Aventino, Santa Sabina. E' una concentrazione di capolavori di architettura, d'arte, di archeologia, inseriti in modo mirabile in una cornice di verde, di spazi lambiti dal Tevere, ai piedi dei Colli Aventino e Palatino.
Le terme di Caracalla, con la loro imponenza, narrano misteriosi racconti; ogni sguardo diventa un momento magico che genera nell'animo gaiezza e sgomento, letizia ed angoscia contemporaneamente.
La sfida è aperta, tra fantasia e realtà. Ora devo solo incidere e disegnare; devo riuscire a comunicare a tutti il mio entusiasmo.


L'INCONTRO COL TRAVERTINO

Nel 1987, ai primi d'agosto, l'incontro con il travertino; un incontro quasi casuale... Su questo splendido, superbo materiale era assurdo programmare l'incisione a "puntasecca".
Il travertino romano ha dentro qualcosa che somiglia molto ad una voce, anzi a una musica, o meglio ancora a una desinenza tonale che la ricorda.
Per udirla, basta trarre a vantaggio di una immagine che si ha in mente, il disegno del quale ogni lastra, ogni frammento di questo materiale è già fornito.
Basta osservare a lungo la superficie, meditare su ciò che il travertino già ci offre e quindi liberare la fantasia. C'è già in embrione quella fontana barocca, solo pochi cenni porteranno in superficie la nostra idea, l'immagine mnemonica, la cui realizzazione visuale e concreta vagheggiavamo da anni. A volte, nelle sedimentazioni millenarie, intravedo elementi arborei, con rami e fronde, a volte una serie di "macchie" sbalorditivamente "ombrellifere" evocano inequivocabilmente i pini di Roma
Nel travertino percepisco a volte un senso prospettico, a volte un bizzarro capriccio, che trasforma in "pregi" quelli che altri chiamano difetti. Questa esaltante avventura del travertino, che sto vivendo così intensamente, mi spinge a una ricerca continua al fine di leggere in ogni lastra di questo impareggiabile materiale, una storia, un momento, un pretesto, per rappresentare indimenticabili aspetti di questa affascinante Roma.
La ricerca avviene quasi sempre nelle cave e a volte, gettata lì nel cortile di un marmista, possiamo trovare una lastra stupenda, scartata perché piena di quei "difetti" che ne fanno un pezzo unico, dove la natura ha espresso l'irripetibilità del capolavoro. E' allora che si ha paura di intevenire su una lastra del genere, terrorizzati al pensiero di rovinarla irrimediabilmente aggiungendole il disegno.