PAUL EHRENFEST

VITA
Paul Ehrenfest (Vienna, 1880 - Amsterdam, 1933), studiò all'Università di Vienna e di Göttingen, laureandosi nel 1904 con Boltzmann.
Dopo essersi sposato con la giovane matematica russa Tatjana A. Afanasjeva, si trasferì a S. Petersburg (Russia) nel 1907, dove rimase fino al 1912, quando gli fu chiaro che, nonostante le sue grandi qualità di insegnante e di ricercatore, non aveva speranze di ottenere una posizione accademica, in quanto cittadino austriaco di origini ebree.
Einstein lo raccomandò allora per una cattedra presso l'Università di Praga, ma l'incarico non gli fu assegnato perché in quel tempo non si poteva diventare insegnanti nell'impero austro-ungarico senza avere un'affiliazione religiosa. Si richiedeva solo una dichiarazione formale, che lo stesso Einstein aveva compiuto nonostante non avesse alcun impegno religioso. Ma Ehrenfest si rifiutò di sottoscrivere una simile dichiarazione pensando che sarebbe stata un'ipocrisia dichiarare una inesistente religiosità solo per ottenere una cattedra.
Questo episodio mette in luce un tratto caratteristico della personalità di Ehrenfest: la sua completa onestà, che lo guidò sia nella vita personale che nella ricerca scientifica. (1)
Infine Ehrenfest ottenne un posto presso l'Università di Monaco, andando a sostituire Lorentz che si era ritirato per sopraggiunti limiti di età.
Nel 1931, come traspare da alcune lettere scambiate con gli amici più stretti, Ehrenfest cominciò a soffrire di una grave depressione, che, col passare del tempo peggiorò sempre più. Nel settembre del 1933, dopo aver ucciso il figlio minore, Wassik, affetto dalla sindrome di Down, si tolse la vita.
Alla base di questo gesto estremo, secondo Einstein, c'era una profonda sensazione di inadeguatezza di fronte ai problemi della ricerca, sensazione che aumentò progressivamente di fronte ai turbolenti sviluppi della fisica di quel tempo. Studiare e insegnare cose che non si riesce ad accettare completamente - osserva acora Einstein - è sempre molto difficile, doppiamente difficile per una mente di onestà fanatica, come quella di Ehrenfest. (2)

-------------
NOTE
(1) Franco Selleri, La causalità impossibile. L'interpretazione realistica della meccanica quantistica, Jaca Book, Milano, 1987, pag. 25.
(2) Ibid., pagg. 24-5.