VITA & PENSIERO
Max Scheler (Monaco, 1875 - Francoforte sul Meno, 1928) estende l'analisi fenomenologica, che in Husserl era vista essenzialmente nel suo aspetto teorico, agli aspetti emozionali e pratici.
Secondo Scheler, gli oggetti, verso i quali si dirige l'intenzionalità della coscienza, sono i "valori" eterni disposti in ordine gerarchico, a partire da "gradevole" e "sgradevole", per passare successivamente a valori sempre più elevati: i valori vitali, i valori spirituali e i valori religiosi.
Di qui la polemica contro il formalismo etico kantiano e la rivendicazione di un'etica "materiale", fondata sulla gerarchia dei valori.
Al culmine della gerarchia, Scheler pone la simpatia, che distrugge l'illusione solipsistica e ci rivela la realtà deel'"altro in quanto altro", vaòlida quanto la nostra realtà, e l'amore, che consiste nel comprendere
gli altri, nel riuscire a mettermi al loro posto pur continuando a considerarli come "modalmente differenti" da me.
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-- Il metodo trascendentale e il metodo psicologico (1901)
-- Il risentimento nella edificazione delle morali [1915], Vita e Pensiero, Milano, 1975
-- L'eterno nell'uomo [1921], Fabbri, Milano, 1972
-- Essenza e forme della simpatia [1923], Città Nuova, Roma, 1980
-- Sociologia del sapere [1924], Abete, Roma, 1966
-- Pudore e sentimento del pudore [1933], Guida, Napoli, 1979
-- Il formalismo nell'etica e l'etica materiale dei valori. Nuovo tentativo di fondazione di un personalismo etico, San Paolo Edizioni, 1996
-- La posizione dell'uomo nel cosmo, Armando, Roma, 1998
-- Il valore della vita emotiva, Guerini e Associati, 1999
-- L'essenza della filosofia, Rubbettino, 2001
-- L'idea di pace e il pacifismo, Medusa, 2004
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