La produzione logico-linguistica di Guglielmo di Occam è stata in genere qualificata sotto l'insegna nominalista, in quanto tesa ad un rigoroso vaglio del significato dei termini del linguaggio. Nella sua logica è centrale l'applicazione della teoria della supposizione, vale a dire l'analisi del valore significativo delle parole, che hanno il potere di "supporre" (cioè di stare al posto di) le cose da queste distinte. Egli esclude l'esistenza reale degli universali: il concetto ha un'esistenza puramente intellettuale, ma, nonostante questo, non è una semplice convenzione, esso è infatti per sua natura capace di far conoscere le cose individuali. La dimostrazione dell'esistenza di Dio consiste nel suo essere causa "conservante" degli enti finiti. La sola ragione non può però provare in modo rigoroso che Dio sia unico, infinito, onnisciente ed onnipotente, poiché tali attributi della divinità possono esserci noti esclusivamente tramite la rivelazione. Data l'onnipotenza divina, il mondo è un qualcosa di radicalmente relativo e non è quindi, come aveva asserito Aristotele, un qualcosa di assolutamente chiuso ed in sé perfetto. Dio ha la possibilità di creare altri mondi, anche più vicini alla perfezione del nostro mondo. E' inutile fare con molte cose ciò che si può fare con poche cose, vale a dire che non si devono moltiplicare gli "enti" naturali se una tale moltiplicazione non risulta logicamente necessaria (rasoio di Occam). Non è quindi, ad esempio, necessario postulare nei corpi celesti una materia diversa, quintessenza, da quella dei corpi del mondo sublunare. La volontà umana è libera, poiché autonoma rispetto all'intelletto, e tale libertà si mantiene anche di fronte al fine ultimo universale, ne deriva che non è possibile la fondazione di un'etica razionale, poiché è solo tramite la rivelazione che noi possiamo sapere con certezza dell'esistenza di un bene infinito, fine ultimo della volontà. Il diritto non è collegato a ciò che è in sé giusto, ma al potere che l'individuo esercita su di un bene. E' "eretica" la pretesa di chi vorrebbe attribuire al papa sia il potere religioso che il potere civile, poiché tale pretesa è esplicitamente contraria all'insegnamento evangelico che sancisce la divisione di tali poteri. |
--, La spada e lo scettro. Due scritti politici, Rizzoli, Milano, 1997.
--, Il filosofo e la politica. Otto questioni circa il potere del Papa, Bompiani, Milano, 2002
Alessandro Ghisalberghi, Introduzione a Ockham, Laterza, Bari, 2003
A. Pellegrini, Guglielmo di Occam fra logica e assoluto, Laterza, Roma-Bari, 2002
A. Pellegrini, Guglielmo di Occam. Fra tempo ed eterno, Laterza, Roma-Bari, 2002
J. Biard, Guglielmo di Ockham e la teologia, Jaca Book, Milano, 1999
Orlando Todisco, Guglielmo d'Occam filosofo della contingenza, Messaggero, Padova, 1998
Occam/Uniba
Scheda su Guglielmo d'Ockham.
Occam/IEP
Pagina de The Internet Encyclopedia of Philosophy dedicata a Guglielmo di Ockham.
Occam/SEP
Pagina della Stanford Encyclopedia of Philosophy dedicata a Guglielmo di Ockham.