FRIEDRICH MEINECKE

PENSIERO
Sullo storicismo
Fu prima di tutto uno storico delle idee e dei movimenti culturali, arrivando a interessarsi dei problemi di filosofia della storia solo dopo una lunga pratica storiografica.
Anche Meinecke (come Troeltsch e Mannheim) cerca di superare la crisi dello storicismo. Egli è convinto di poter rintracciare nella evoluzione dello stesso movimento storicista l'inizio della degenerazione relativistica e quindi i rimedi adatti.
Nell'opera La nascita dello storicismo Meinecke riprende un'idea di Dilthey, secondo la quale lo storicismo sarebbe sorto come reazione al giasnaturalismo e al suo presupposto di una ragione umana immutabile, depositaria di un sistema di verità eterne.
La riflessione sull'antitesi tra diritto naturale e storicismo (antitesi già presente in Troeltsch e rispresa poi da Mannheim) porta Meinecke al rifiuto di privilegiare il carattere puramente "evolutivo" del divenire storico. Infatti, solo una corretta comprensione del ruolo della individualità può render conto del continuo rinnovamento da cui la sporia è caratterizzata.
Il criterio di ricostruzione storiografica proposto da Meinecke si basa sul riconoscimento dell'individualità di ogni fenomeno storico e della sua appartenenza a un processo individuale di sviluppo. Tale criterio è visto anche come rimedio ai pericoli del relativismo.
Al relativismo dello storicismo, secondo Meinecke, si può reagire in tre modi:
1) con la fuga romantica nel passato, che comporta la mitizzazione di un'epoca o di una civiltà alle quali viene auspicato il ritorno;
2) con una concezione progressista della storia, che da significato al divenire, teorizzando la possibilità di raggiungere nel futuro uno stato perfetto della società, o almeno di avvicinarsi ad esso;
3) con lo sforzo teso a costruire un ponte al di sopra della corrente del divenire, dal quale sia possibile guardare alla corrente stessa, individuando in ciò che muta ciò che rimane saldo e certo.
Le prime due posizioni possono dare, secondo Meinecke, l'illusione di risolvere il problema del relativismo, ma finiscono inevitabilmente per essere travolte dallo scorrere del tempo. L'unica strada percorribile è rappresentata dalla terza alternativa che, a giudizio di Meinecke, sarebbe realizzata nel pensiero di Goethe e di Ranke.

L'opera di Friedrich Meinecke muove dall'analisi della vita politica e dei contrasti ad essa connaturati, i quali sono riconducibili all'antinomia tra etica e ragion di Stato, tra spirito e potenza.
Egli riconosce allo storicismo il merito di aver sottolineato l'individualità della realtà storica, cercando al contempo di fondare il metodo per la sua conoscenza. Nonostante ciò, lo storicismo ha finito con il chiudersi nell'individualità della realtà storica, correndo quindi il rischio di scivolare in un relativismo anarchico. Per sfuggire ad un tale pericolo sono percorribili tre strade: rifugiarsi nel passato, esaltare il futuro come progresso, oppure ricercare l'eterno nell'attimo. Quest'ultima via è l'unica vera e propria via d'uscita, consentendo la scoperta, in ogni epoca, di un qualcosa che si innalza al di sopra della natura e del mero egoismo.

La posizione di Meinecke, come quella di Troeltsch, presuppone l'interpretazione realtivistica dello storicismo, che aveva avuto inizio con l'opera di Spengler; e lo sforzo di reagire a questa interpretazione si conclude col recupero di strumenti concettuali di origine romantica. Così, lo storicismo tedesco contemporaneo, sorto come tentativo di svincolare l'indagine storica dai presupposti romantici, si conclude con la riaffermazione di valori assoluti (tipica della concezione romantica).


-- Cosmopolitismo e stato nazionale (1908)

-- L'idea della ragion di Stato nella storia moderna (1924),

-- Le origini dello storicismo [1936], Firenze, 1954

-- Senso storico e significato della storia (1939)

-- La catastrofe tedesca (1946)

-- Aforismi e schizzi sulla storia, Napoli, 1962


F. Tessitore, Introduzione a Meinecke, Laterza, Bari, 1998

F. Tessitore, Friedrich Meinecke storico delle idee, Firenze, 1969

A. Negri, Saggio sullo storismo tedesco: Dilthey e Meinecke, Milano, 1959

Carlo Antoni, Dallo storicismo alla sociologia, Sansoni, Firenze, 1940
Opera di carattere generale: la cultura tedesca a cavallo dei secoli XIX e XX, Dilthey, Meinecke, Troeltsch, Weber


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